Rintuzzando la burbanza nemica*
khyes l'ha dimenticato qui il
lunedì, 25 agosto 2008 ,12:16
Le mie vacanze sono state belle assai, e come al solito non avrei davvero voluto tornare. 
A dire il vero sarei rimasta su al paesello ancora un po’ ma dato che non ho aperto libro e stavo ingrassando più o meno un kilo al giorno il mio senso del dovere mi ha fatto rotolare a valle.
A volte mi chiedono se non mi stufo dopo 20 e tot anni di andare sempre nello stesso posto: no affatto, mi da stabilità e non ho fatto neanche la metà delle cose che volevo fare. Ma ne ho fatte di nuove.
Per la prima volta mi sono lanciata giù per un ghiaione di corsa. Oddio, di corsa… di buon passo, diciamo. Topone era decisamente più elegante, io un po’ scomposta ma è stato divertente. In pratica ad ogni passo si provoca una microfrana e la si cavalca come un onda sul surf. Ringrazio il Bellunese di passaggio coi polpacci grossi come le mie cosce che mi ha spinto a compiere l’impresa con le sue incoraggianti parole (“Tra 30, 40 minuti al massimo arriva un temporale e tu sei a 2800 metri di quota attaccata a una corda di metallo. Se ti lanci, sei a valle in 20 minuti.”)

Ringrazio anche il mio iPod e i Blur che mi hanno dato un po’ di coraggio e mi han fatto sentire come dentro un servizio di real tv.
Per la prima volta mi sono persa in un bosco. Ora io capisco che fare il taglialegna è un mestiere ingrato e non lo vuol fare nessuno, capisco che non sia nemmeno necessaria una perfetta padronanza della lingua italiana, ma a sti Sloveni dovrebbero insegnare almeno il linguaggio dei simboli, cazzo: croce bianca = taglia l’albero, righe bianche e rosse = sentiero del CAI. Il bello è che ci hanno anche preso per il culo quando li abbiano incontrati : “ah ah voi perso sentiero!”
“no brutto stronzo, io no perso sentiero, tu abbattuto tutta segnaletica e riempito sentiero di grossi tronchi” ma dato che discutere con chi tiene una grossa sega elettrica dalla parte del manico non ci è parsa un’idea furba, abbiamo chiesto 5 minuti per allontanarci (ma lo sapete che quando cade un albero rimbalza sul terreno?)
e siamo scesi a caso. Nel bosco perdi la nozione del tempo e dello spazio, quando siamo arrivati a valle mi sono accorta di essere almeno un kilometro più a sud di dove pensavo ed erano passate due ore in più. Ma alla fine ci siamo arrivati, parecchio umidi (per la legge di gravità il torrente ci è sembrato il modo più diretto per arrivare al lago) e un po’ malconci.
Per il resto è stato tutto una favola, funghi a volontà, torte come se piovessero e montagne tanto belle da far male al cuore. Nessun pensiero, la più grave delle mie preoccupazioni è stata beccare sul fatto il vicino di casa (nella foto) che butta le briciole del pranzo sul prato condominiale. Figurarsi…
"La montagna è per tutti, non solo per gli alpinisti. Per chi cerca la pace nel riposo come per chi trova nella fatica una pace ancora più grande. "
Guido Rey
* il titolo? L’ultimo aggiunto alla mia collezione di epitaffi

A dire il vero sarei rimasta su al paesello ancora un po’ ma dato che non ho aperto libro e stavo ingrassando più o meno un kilo al giorno il mio senso del dovere mi ha fatto rotolare a valle.
A volte mi chiedono se non mi stufo dopo 20 e tot anni di andare sempre nello stesso posto: no affatto, mi da stabilità e non ho fatto neanche la metà delle cose che volevo fare. Ma ne ho fatte di nuove.
Per la prima volta mi sono lanciata giù per un ghiaione di corsa. Oddio, di corsa… di buon passo, diciamo. Topone era decisamente più elegante, io un po’ scomposta ma è stato divertente. In pratica ad ogni passo si provoca una microfrana e la si cavalca come un onda sul surf. Ringrazio il Bellunese di passaggio coi polpacci grossi come le mie cosce che mi ha spinto a compiere l’impresa con le sue incoraggianti parole (“Tra 30, 40 minuti al massimo arriva un temporale e tu sei a 2800 metri di quota attaccata a una corda di metallo. Se ti lanci, sei a valle in 20 minuti.”)

Ringrazio anche il mio iPod e i Blur che mi hanno dato un po’ di coraggio e mi han fatto sentire come dentro un servizio di real tv.
Per la prima volta mi sono persa in un bosco. Ora io capisco che fare il taglialegna è un mestiere ingrato e non lo vuol fare nessuno, capisco che non sia nemmeno necessaria una perfetta padronanza della lingua italiana, ma a sti Sloveni dovrebbero insegnare almeno il linguaggio dei simboli, cazzo: croce bianca = taglia l’albero, righe bianche e rosse = sentiero del CAI. Il bello è che ci hanno anche preso per il culo quando li abbiano incontrati : “ah ah voi perso sentiero!”
“no brutto stronzo, io no perso sentiero, tu abbattuto tutta segnaletica e riempito sentiero di grossi tronchi” ma dato che discutere con chi tiene una grossa sega elettrica dalla parte del manico non ci è parsa un’idea furba, abbiamo chiesto 5 minuti per allontanarci (ma lo sapete che quando cade un albero rimbalza sul terreno?)
e siamo scesi a caso. Nel bosco perdi la nozione del tempo e dello spazio, quando siamo arrivati a valle mi sono accorta di essere almeno un kilometro più a sud di dove pensavo ed erano passate due ore in più. Ma alla fine ci siamo arrivati, parecchio umidi (per la legge di gravità il torrente ci è sembrato il modo più diretto per arrivare al lago) e un po’ malconci.
Per il resto è stato tutto una favola, funghi a volontà, torte come se piovessero e montagne tanto belle da far male al cuore. Nessun pensiero, la più grave delle mie preoccupazioni è stata beccare sul fatto il vicino di casa (nella foto) che butta le briciole del pranzo sul prato condominiale. Figurarsi…"La montagna è per tutti, non solo per gli alpinisti. Per chi cerca la pace nel riposo come per chi trova nella fatica una pace ancora più grande. "
Guido Rey
* il titolo? L’ultimo aggiunto alla mia collezione di epitaffi


























